La moda sostenibile non è più solo una scelta valoriale: sta diventando un terreno di responsabilità legale sempre più definito. La Francia ha da poco introdotto penalità ambientali a carico dei colossi del fast fashion di importazione: fino a 9 euro per un paio di jeans, con l’obiettivo di arrivare a 19,50 euro per capo entro il 2030.

Ne scrive Francesca La Rocca per Suitex International: un segnale che si somma al divieto europeo di distruzione dell’invenduto tessile, in vigore da luglio per le grandi imprese in base al Regolamento Ecodesign.

Ma dietro la gestione delle eccedenze si apre una questione meno visibile, e altrettanto delicata: la tutela della proprietà intellettuale. Loghi, pattern, forme, combinazioni cromatiche, ossia tutto ciò che rende riconoscibile un capo resta protetto anche quando il prodotto cambia destinazione, a partire dall’upcycling.

Il messaggio dei regolatori è coerente: economia circolare e tutela del patrimonio creativo devono camminare insieme, con tracciabilità e regole chiare sull’uso dei segni distintivi.

 

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